Di Elisa Frulio, Matteo Meloni e Giorgia De Matteis.

Guida al museo etrusco di Villa Giulia

La mappa:

 Il piano terra:

 

Il piano terra del museo è, ovviamente, diviso in stanze che a loro volta sono divise in gruppi: ogni gruppo rappresenta l'area geografica nella quale sono stati ritrovati i reperti.

La mappa:

Nel primo piano del museo, a differenza del piano terra, le stanze sono divise per collezioni.

Il primo piano: 

Il mito etrusco:

- La mitologia etrusca.

La morte per gli etruschi:

-Come era considerata la morte nell'antica Etruria?

Il museo per temi: 

Territori occupati dagli etruschi in Italia 

Il simposio:

- Il banchetto etrusco.

La moda femminile etrusca:

- Cosa indossavano le donne etrusche? 

Il sarcofago degli sposi, trovato nel 1881.

Formato da una cassa a forma di letto e da un coperchio con la rappresentazione di una coppia coniugale semidistesa a banchetto.  

L'arte etrusca è prevalentemente funeraria ed è infatti all'interno delle acropoli che troviamo i reperti più importanti e belli, tanto che ci sono più note le città dei morti che quelle dei vivi. Le strutture funerarie erano infatti costruite in modo tale da somigliare alla casa del defunto.

Secondo gli etruschi il mondo dei morti era separato da quello dei vivi da un mare tranquillo, nel quale bisogna tuffarsi per raggiungere l'aldilà.

La morte per gli etruschi: 

Scoperta nel 1873: ampia camera quadrangolare scavata nella roccia, con soffitto a doppio spiovente e trave di colmo in rilievo; conteneva letti per sepolture.

 Come già scritto in precedenza, il sarcofago rappresenta una coppia di coniugi in un banchetto, intenti nell'atto di scambiarsi le uova.

I due coniugi sono semidistesi su un klìne (un letto a piazza matrimoniale sopra il quale gli ospiti si sdraiavano durante le feste).

Il fatto che sia la donna che l'uomo partecipino entrambi al banchetto, ci rivela un altro importante aspetto della popolazione etrusca: i diritti tra uomini e donne erano quasi alla pari.

Il sarcofago è stato ritrovato nel 1882 in una necropoli di Cerveteri.

 

Il sarcofago degli sposi

L'abbigliamento etrusco richiamava molto quello greco, specialmente quello femminile.

Le donne etrusche indossavano spesso sandali di pelle e stivaletti molto colorati e decorato dello stesso materiale. 

Gli abiti usati per i periodi più freddi erano gonne di lana e corpetti di tessuti in pelle.

Le donne tenevano molto alla pulizia del corpo ed erano solite ad utilizzare creme naturali molto profumate.

La moda femminile:

 Staffa di grande spilla di bronzo rivestita di lamina d'oro, decorata a sbalzo con file di sfingi in movimento verso destra.

Orecchini, spille, collane e bracciali in bronzo utilizzati dalle donne, probabilmente indossati tutti insieme. 

Il simposio, ovvero il banchetto, era uno dei momenti più importanti nella vita sociale di un individuo etrusco.

Indispensabile era il vino che veniva accompagnato da altri pasti che venivano mangiati attraverso l'uso di utensili in ceramica.

Al simposio partecipavano anche le donne e durante l'importante "evento" prendevano luogo anche molti giochi, danze, musiche e spettacoli.

Il simposio:

Tazza etrusca a figure rosse sovraddipinta con civetta. 

Vaso usato durante il simposio per contenere acqua e vino. Raffigurate delle immagini nere con guerrieri su quadriglia in corsa. 

La mitologia era considerata dagli etruschi una parte della civiltà molto importante. Tutte le divinità etrusche avevano un aspetto umano. 

Il pantheon etrusco era per molti aspetti simile a quello greco, nonostante le divinità che andremo ad incontrare siano diverse da quelle greche.

Gli Dei che più incontreremo nelle raffigurazioni delle necropoli sono: Aita, Dio dell'oltretomba e Alpan, Dea etrusca dell'amore e dell'oltretomba.

Immagini del mito: 

Vaso a forma di elmo decorato a figure rosse con Dioniso e Arianna. 350 a.C. 

Ercole e Minerva; terracotta, plasmata a mano. 500 a.C.

Il santuario di Pyrgi è oggi molto famoso per due reperti molto importanti nella storia etrusca, quali l'altorilievo raffiguarante il mito dei Sette contro Tebe e le tre lamine d'oro con incisa su una un testo in lingua punica,mentre sulle altre due un testo in lingua etrusca.

Cominciamo col dire che il santuario era diviso in due parti: tempio A e tempio B; l'altorilievo è stato ritrovato nella parte posteriore del tempio A, mentre le tre lamine d'oro in una vasca scavata tra il tempio A e B.

L'altorilievo è molto importante per averci fatto sciprire parte della mitologia etrusca, mentre le tre lamine d'oro per averci fatto capire, quindi tradurre, la lingua etrusca.

Le tre lamine parlano tutte dello stesso argomento, cioè un patto stipulato tra Casere e Cartagine.

Il santuario di Pyrgi 

Tre lamine d'oro con inciso un testo in lingua etrusca, ritrovate a Pyrgi nel 1964.

Altoriliveo ritrovato nel santuario di Pyrgi raffigurante il mito dei Sette contro Tebe.